Protezione dai Ransomware

Il Garante della Privacy diffonde un’infografica delle best practice da seguire

Anche il Garante della Privacy, davanti al costante aumento dei Ransomware, ha scelto di divulgare un’infografica contenente delle linee guida per difendersi dagli attacchi informatici di questo tipo, in connessione alla necessità di protezione dei dati personali.

In particolar modo, l’attacco di WannaCry, responsabile di un’epidemia su larga scala diffusasi nel maggio scorso, è stato catalogato come uno dei maggiori attacchi informatici mai avvenuti e ha risvegliato l’attenzione globale sulla necessità di un maggiore livello di sicurezza informatica.

WannaCry, inserito da Il Sole 24 Ore nella classifica dei dieci epic fail della cybersecurity nel 2017, si calcola sia riuscito a colpire oltre 230.000 computer in 150 Paesi diversi in pochi giorni, infettando anche i sistemi informatici di molte aziende di tutto il mondo, tra cui Portugal Telecom, Renault, il Sistema Sanitario Britannico e il Ministero dell’Interno Russo.

L’infografica del Garante della Privacy, diffusa anche attraverso alcuni dei principali social network, espone in termini accessibili la natura di questo malware e le modalità di diffusione, spiegando come l’utente venga ingannato attraverso mail che sembrano provenire da soggetti conosciuti e sicuri.

Ransomware_Garante_Privacy

Best practice per difendersi

I punti principali per difendersi dai Ransomware sono:

  • Formazione degli utenti: Il rapporto semestrale sulla sicurezza online “Midyear Cybersecurity Report 2017”, presentato lo scorso luglio, segnalava un’evoluzione dei malware, che puntano sempre più ad un’azione della vittima, la quale – inconsapevole – attiva la minaccia, eludendo i controlli. A livello aziendale, diventa quindi necessario pensare alla formazione del personale, affinché i dipendenti siano in grado di riconoscere ed evitare una minaccia informatica. Come evidenziato dal Cybercrime Report – 2017 Edition, la formazione dei dipendenti risulta essere ancora il settore della cybersecurity industry con il minore investimento, anche se la spesa globale sta aumentando e si prospetta raggiungerà – nel 2027 – i 10 miliardi di dollari.
  • Aggiornamento dei software: aggiornare costantemente sistema operativo e programmi consente di porre rimedio ad eventuali falle rilevate nei software, che potrebbero essere utilizzate dai malintenzionati per colpire il nostro computer. Wannacry, ad esempio, si è diffuso grazie a sistemi operativi Windows non aggiornati: il problema di sicurezza era già noto a Microsoft, che due mesi prima dell’epidemia aveva reso disponibili gli aggiornamenti per bloccare la falla.
  • Backup periodici: i backup permettono di realizzare delle copie dei nostri contenuti. In questo modo – se colpiti da Ransomware – possiamo scegliere di non pagare il riscatto, formattando il dispositivo infetto e recuperando i nostri dati copiati precedentemente.

In ogni caso, se si dovesse venire infettati da un Ransomware, pagare il riscatto non è mai la soluzione consigliabile: non ci sono garanzie di poter riottenere l’accesso ai propri dati e, nel peggiore dei casi, il pagamento può diventare un incentivo ad ulteriori attacchi.

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